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venerdì 25 febbraio 2011

Copam, le estrazioni di petrolio in Basilicata – La scheda

In Basilicata si registrano due gruppi di concessioni estrattive: l’Eni- Agip, con il Progetto Trend 1 in Val d’Agri, e un secondo gruppo intestato a Total con il Progetto Tempa Rossa.
Il giacimento Val d’Agri, scoperto nel 1987 e avviato alla produzione nel 1993, si estende su un campo pari a 300 kmq, ad un’altezza media compresa tra 600-1300 metri slm, ad una profondità media di 2400 metri slm ed è strutturato in tre aree: “Cerro Falcone”, “Monte Enoc” e “Monte Alpi”.
Per quanto concerne il secondo gruppo, il progetto “Tempa Rossa”, inizialmente articolato in tre concessioni distinte, oggi viene identificato come concessione “Gorgoglione”, ancora non in produzione.
L’estrazione maggiore del greggio si concentra in Val D’agri con la titolarità di maggioranza dell’Eni con il 60,77 per cento e di minoranza della Shell con il 39,23 per cento. La produzione giornaliera, misurata il 24 febbraio 2011, è pari a 80.933 barili, e un ammontare di 4.350.854 di barili estratti da gennaio 2011 ad oggi.
Mentre per l’estrazione sul territorio di Serra Pizzuta in località Pisticci, di completa titolarità dell’Eni, ci si attesta su una produzione di 253 barili al giorno, misurati il 24 febbraio 2011, e di 13.828 barili estratti da gennaio 2011.  Al 31 dicembre 2010, sono 20 le istanze per il conferimento di nuovi titoli minerari, di cui 18 permessi di ricerca e 2 concessioni di stoccaggio.

mercoledì 9 febbraio 2011

«La Regione usa le royalty del petrolio per i costi sanitari»

VIGGIANO - L'utilizzo delle royalty concesse per l'estrazione del petrolio in Val D'Agri sono costantemente al centro del dibattito nella regione per l'appropriatezza del loro utilizzo. Dovrebbero essere destinate allo sviluppo economico-lavorativo e al controllo dell'ambiente principalmente della Val D'Agri, che dall'attività di estrazione petrolifera e della sua raffinazione ne subisce i danni diretti.

Ci sono stati studi che hanno fatto sapere che i ricoveri per malattie respiratorie dei residenti di quella valle sono anche doppi rispetto alle altre zone della regione.

Si sono avute notizie di espansione dell'attività di estrazione e del raddoppio del centro oli di Viggiano.

E la polemica cresce sempre più soprattutto sull'utilizzo dei fondi derivanti da quell'attività. In particolare i consiglieri regionali Idv (Italia dei Valori), provenienti dalla Val D'agri, Enrico Mazzeo e Antonio Autilio e il consigliere provinciale Vittorio Prinzi, stanno lamentando in più occasioni che quei soldi invece di essere destinati agli scopi per i quali sono stati richiesti e ottenuti, vanno ad appianare debiti e vengono utilizzati per la spesa corrente. La spesa corrente della Regione Basilicata è per la maggior parte rappresentata, il 93%, da quella sanitaria che è anche la spesa per abitante più alta d'Italia.

Sono sempre di più gli addetti ai lavori ma anche del mondo politico che parlano di sprechi eccessivi in questo settore e che per coprirli si utilizzano impropriamente le royalty del petrolio. Da qui, lo sostengono anche gli osservatori più attenti, la necessità di rivedere la spesa sanitaria e gli indirizzi della proposta del nuovo piano che si appresta a essere valutato dalla commissione sanità e poi da consiglio regionale.

Intanto c'è chi lamenta che si stiano preparando reparti doppione a poca distanza fra loro dei quali non ci sarebbe la necessità. Di una rete integrata regionale fra reparti che non decolla per resistenze e anche per gelosie, come spesso accade nel mondo della sanità. Poi c'è chi vede in atto il tentativo di ridimensionare le attività da una parte per ampliarle da altre. 
È nota la «querelle» fra il Crob-Irccs di Rionero e l'Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza. Per esempio sono stati impiantati due reparti di ematologia pressocché identici al Crob e al San Carlo che effettuano le stesse cure e terapie. Un solo centro di quel genere è giustificato per un milione di abitanti. In Basilicata ce ne sono due per 600.000. Si sente parlare dell'istituzione di altri reparti già attivi al San Carlo identici anche al Crob, con la naturale conseguenza della crescita e la dispersione della spesa.

sabato 22 gennaio 2011

Pov: nuovo bando per la rivitalizzazione dei centri storici

A breve sul Bollettino Ufficiale Regionale il nuovo bando per la rivitalizzazione dei centri storici che sarà presentato domani alle ore 9 presso la sala consiliare della ex Comunità montana Alto Agri di Marsicovetere alla presenza del dirigente della struttura Francesco Pesce e del presidente della giunta regionale, Vito De Filippo. Soddisfacenti i risultati del primo bando, emanato nel 2006. Secondo i dati 151 sono le attività imprenditoriali che sono state ammesse a finanziamento, di cui 103 quelle che hanno avviato effettivamente i programmi di investimento, per un ammontare delle risorse programmate per oltre 6 milioni di euro di cui circa 3,6 milioni erogati. Ad oggi si registrano 86 iniziative concluse che hanno permesso la conservazione di attività a rischio chiusura con il relativo mantenimento occupazionale e la nascita di nuove iniziative economiche e posti di lavoro. Su decisione, nel dicembre 2009, del Comitato di coordinamento e monitoraggio del Pov di attivare uno specifico regime di aiuto per rivitalizzare i Centri Storici, la giunta regionale lo scorso 23 dicembre ha approvato il secondo bando per sostenere i programmi di investimento delle imprese.  A differenza della prima esperienza, il bando sarà gestito dall'ormai società in house della regione, Sviluppo Basilicata,  come illustrerà l'amministratore unico Raffaele Ricciuti. "Nell'ambito del Programma operativo - ha commentato il dirigente della struttura di progetto, Francesco Pesce - diversi sono gli interventi che sono stati realizzati per la riqualificazione dei centri urbani, quali i Pic o il recupero di contenitori di pregio. Queste azioni, sommate ai risultati positivi della prima esperienza, hanno portato il Comitato a programmare un secondo bando che potesse mettere a sistema quanto già realizzato. Agevolazioni che puntano non solo allo sviluppo di nuove imprese nei centri storici ma anche a forme di associazionismo nei settori dell'arredo urbano e del turismo".